Se penso a quando Eduardo De Filippo reinventò le sue commedie per il linguaggio televisivo, posso pensare al salto che ancora pochi hanno fatto cercando di vivere solo con e nella rete.
Provando quindi in ulitma istanza a produrre un linguaggio di rete.
Cosa sia non lo so neppure io esattamente e forse ci vorrebbe un novello Manuzio o un fantasioso Eduardo a permettersi il salto cognitivo a cui avrebbe diritto il repertorio artisticose solo non ci limitassimo ad addebitare alla rete il principio dell'efficienza, l'illusione del tutto-e-subito e per finire la replica delle pessime abitudini della società "reale" che la manovra e solo, in parte, la abita.
Nel passato ci hanno provato molti artisti con i cd rom multimediali dove era possibile rimixare i brani.
Peter Gabriel è stato il primo e l'unico a provare strade diverse cercando di abbinare in "EVE" del 1995 attraverso la pratica del mix la confluenza dei linguaggi visivo e musicale.
Jovanotti suggerì in Tamburo di abitare la nascente rete.
Ma io invece mi chiedo una cosa diversa: se il luogo dove vivere fosse proprio internet dove oggi si può lavorare, comprare, avere un conto bancario e trovare anche un'anima gemella, perché non potremmo pensare a realizzare un tipo d'arte nativa della rete, già multidisciplinare e di ispirazione collettiva?
Potrebbe essere un flusso espressivo svincolato dalla dicotomia tra produzioone e sua successiva rappresentazione perché già compresenti nella sua edizione.
Arte potrebbe cessare di essere una merce di scambio e potrebbe essere un linguaggio per coabitare le architetture della rete attraverso i volumi di flusso con cui vengono illustrati gli scambi tra le identità di questa realtà senza tempo e senza spazio.
Arte potrebbe essere espressione viva della vita, della relazione tra i performer del sistema.
Potrebbe assumere una funzione istituzionale, di guida normativa, così come potrebbe pilotare le trasformazioni geografiche della virtualità.
Un qualcosa di simile ad un trip di acido permanente in cui la performance si identifica con la realtà.
Se penso a questa domensione devo anche citare l'esperienza di Tasmin Little e anche quella dei R.E.M.
La prima ha messo il disco "The naked violin" in download gratuito, raddoppiando le esibizioni dal vivo.
I secondi misero anche loro l'ultimo album in download gratuito con un'eventuale offerta. Poi sono passati alla vendita tradizionale.
Ma il problema ripeto non è la modalità di commercializzazione bensì la perdita di interesse nei confronti del bisogno musicale trasferito al fenomeno che per sua natura è temporaneo, caduco, partorito dai media.
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martedì 8 dicembre 2009
mercoledì 28 ottobre 2009
La registrazione del live su You Tube degli U2
Non capita proprio tutti i giorni e le sere di potere assistere in diretta comodamente seduti sulla sedia della postazione informatica di casa ad un concerto degli U2.
Questo é accaduto al Rose Bowl di Pasadena - credo - alle 5:30 ora italiana della notte di lunedì 26 ottobre, grazie alle tecnologie di internet e di You Tube.
Mentre sto postando Bono gorgheggia su "Mysterious ways", un pezzo molto seducente, se non erro, da "Achtung baby", ma poco importa. La forza evocativa rimane.
Bene, vi lascio il post e il video da seguire con calma, qulle relativa calma che un concerto degli U2 ancora concede ai suoi ammiratori.
Enjoy !
Questo é accaduto al Rose Bowl di Pasadena - credo - alle 5:30 ora italiana della notte di lunedì 26 ottobre, grazie alle tecnologie di internet e di You Tube.
Mentre sto postando Bono gorgheggia su "Mysterious ways", un pezzo molto seducente, se non erro, da "Achtung baby", ma poco importa. La forza evocativa rimane.
Bene, vi lascio il post e il video da seguire con calma, qulle relativa calma che un concerto degli U2 ancora concede ai suoi ammiratori.
Enjoy !
venerdì 29 agosto 2008
Noi7 aka We7: per salvare la musica dal download selvaggio

We7 è il nome di una piattaforma per il download gratuito di musica legalmente distribuita che tra poco credo compirà il suo primo anno di vita.
Tra i vari apprezzati patron della soluzione, Peter Gabriel che noto e apprezzato per il suo atteggiamento sperimantale nei confronti della tecnologia, ha superato da tempo lo steccato del "no al download selvaggio" per affrontare con realismo, assieme agli altri partner, un dato di fatto.Cioè che:
- anche se non la compra più, la gente fa uso di Musica
- la gente preferisce scaricare la Musica, ma gratis
- tuttavia, per fare musica i musicisti hanno bisogno di soldi
La piattaforma consente all'utente di potere anche acquistare l'album privo di pubblicità.
Certo la soluzione è banale forse, ma c'è un MA che io ritengo vantaggioso.
Intanto ho potuto scaricare quasi tutta la discografia dei Kinks, in versione rimasterizzata e deluxe.
Secondo, la piattaforma è molto utile per chi non ha ancora una casa discografica.
In pratica, mete in pratica la soluzione proposta dal sito editoriale "Il Mio Libro".
Ho potuto ascoltare diverse produzioni di autori, soprattutto, inglesi molto interessanti.
Niente di terribilmente nuovo, ma il fato che esista una porta e che soprattutto qualcuno possa acquistare uno spazio pubblicitario per concorrere alla diffusione legale della musica lo ritengo un passo avanti.
Infatti per ogni download gratutito la pubblicità paga all'artista il dovuto sul brano.
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