lunedì 4 agosto 2008

12' vinyl club

Navigando su e giù per la rete ho trovato questo blog - 12' vinyl club - che raccoglie dischi da 12 pollici di queli generalmente suonati dai DJ nei club.

Interessante. Continuo a dargli un'occhiata.

1 commento:

  1. Caffè Letterario di Bacoli4 agosto 2008 22:42

    Caro Mauro, i tuoi post sono sempre stimolanti e capaci di stuzzicare la curiosità delle persone. Non trovo mai tempo per risponderti, però con i dischi in vinile mi hai proprio "sfrocoliato" e non posso esimermi dal lasciare un commento.
    È troppo bello! Sfogliare le pagine di questo blog è come tornare a far scorrere le pile orizzontali di dischi in vinile nei negozi specializzati (prima ce n'era uno ogni 100 metri, ora sono 2-3 in tutta Napoli!). Quanto mi manca quel tenere la prima copertina della fila con il pollice e sfogliare gli altri con indice e medio, come se si arpeggiasse sulle corde di una chitarra! Bellissimo! Anche quando si sfogliavano sulle bancarelle dell'usato, in strada, che i polpastrelli ti diventavano neri zozzi dalla polvere, epperò ne valeva la pena perchè poteva capitarti tra le mani un disco favoloso, magari venduto 5 minuti prima per 2 lire da un povero tossico costretto a dar via tutta la sua collezione di dischi in vinile per un buco.
    È stupendo sfogliare questa collezione di dischi. È come rileggere la storia, o almeno la storia del proprietario, partendo dai suoi gusti. Io mi sono fatto un'idea che sia più o meno mio coetaneo, forse appena un po' più grande. Magari mi sbaglio di grosso, ma direi un quarantenne. Un quarantenne che ha cominciato ad ascoltare musica tra la fine degli anni '70 ed i primi anni '80. Che è partito da quello che mandavano su DJ Television, da alcune belle voci pop o dal primo rap commerciale, prestate a canzoni orrende, per risalire indietro nel tempo, alla scoperta della black music, del soul, del r'n'b e così via. In un percorso più o meno simile al mio, anche se condotto su un'altra strada. Io sono passato dagli U2, ai Joy Division, ai Velvet Underground, ma con la stessa voglia di scoprire nuovi suoni nel passato o nel futuro, non accontentandomi di quello che passava la TV o la stampa mainstream. Prima o poi, riprendiamo il giradischi e quell'idea di organizzare serate a tema, alle quali invitiamo a partecipare tutti gli appasionati che abbiano vinili da far ascoltare e storie da raccontare, perchè i dischi tornino ancora a girare e a gracchiare, restituendoci un po' di quel calore e quel colore che il freddo ed argenteo CD, tutto perfettino, si è portati via. Grazie ancora. Un abbraccio. Tommaso

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