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lunedì 28 dicembre 2009

Ho sentito il Concerto Musicale Speranza dal vivo - Villaricca, 26 dicembre 2009

Il Concerto Musicale Speranza ha suonato, il 26 dicembre presso la chiesa di SS. Maria dell'Arco sita in Villaricca, l'intero progetto musicale concepito e contenuto nel cd "Processione d'ammore".

Questo è il dato freddo che chiunque avrebbe potuto cogliere, domandandosi - forse - chi fosse quello stralunato signore che, sul manifesto, saltellava arzillo di spalle, con un clarino in mano.
E soprattutto come potesse essere finita una banda sull'altare di una chiesa.

Alla seconda domanda l'autore della recensione in essere risponde riportando le parole dell'amministratore per la cultura e lo spettacolo di Villaricca Enzo Palumbo che, intervenendo al termine dell'esibizione, pochi minuti prima che il pubblico accorresse ad abbracciare il Maestro Pino Ciccarelli e i musici dell'organico, ha ricordato che l'evento appena terminato faceva parte di un programma musicale predisposto dal Comune per l'intero periodo natalizio proprio nelle chiese.


Ma una banda, perché una banda seppur alimentata da un motore ritmico/stumentale ispirato a varie forme musicali e generi quali il tango, la milonga, l'east west coast USA, il jazz rock e addirittura la canzone pop(olare)?
L'insistenza con cui l'autore delle recensione si sente porre questa insidiosa domanda rende la disponibilità a rispondere tardiva.

Chè diamine, Mick Jagger dei Rolling Stones avrebbe risposto "è solo rock'n'roll".
Io, da par mio, vi dico che trattasi di 15 pezzi cantabili, 15 canzoni moderne, a volte gioiose e a volte più malinconiche (ma che significa poi? dovreste essere tra il pubblico per approfittare del viaggio che Pino e la banda ci hanno fatto fare su questo magico autobus) rielaborate e/o scritte ex novo da Pino sul materiale bandistico di cui l'autore è anfitrione d'e c c e z i o n e !!!

L'organico appariva così agli occhi dello scrivente: nell'area antistante e che precede lo spazio dell'altare, Pino Ciccarelli, al centro, al clarino e sassofono soprano.

Alla destra, il gruppo ritmico con Marco Caligiuri alla batteria,
Roberto Giangrande al basso acustico e Fabrizo Fedele alla chitarra acustica.

A sinistra, Mario Nappi al pianoforte e Massimo Capocotta alla fisarmonica.
Su uno scalino quello d'onore, dietro Pino i fiati del banda. alla tromba Ciccio Iacolare, al trombone Antonio Di Somma e infine al sassofono tenore Davide De Gregorio.

Non manca nessuno, mi pare.

NO !!! Ecco la Vergine Maria dal mio punto di vista ha incorniciato Pino per tutta la durata del concerto durante il quale, complice il calore del pubblico che in più di un'occasione ha cantato e tenuto il ritmo con le mani, ha eseguito l'intero progetto del cd seguendo una scaletta dei pezzi diversa ma altrettanto efficace.


A proposito, tu che mi stai leggendo sul blog o su altri siti, corri - senza farti male - a comprare questo cd. Sostieni la causa del Concerto Musicale Speranza che vorrebbe fare una tourneé come si deve e andare anche il Superbowl in America, giusto prima della Carnegie Hall a NY. La band in fondo nutre ambizioni di medio cabotaggio.
Però, ci serve giusto qualcosa almeno per il viaggio di andata. Grazie

Dunque, dicevo del concerto che ha avuto inizio proprio con il brano che dà il titolo al progetto Processione d'Ammore, seguito da Venerdì Santo.
Ambedue i pezzi sono rielaborazioni di Pino sulle marce che venivano eseguite il venerdì santo appunto, a Chiaiano, un quartiere di Napoli.
Il primo ha inizio con un canto a fronna che ricorda il papà di Pino, Nataluccio Ciccarelli che è stato clarinettista e direttore della banda Concerto Musicale Speranza di Piscinola, Marianella il quartiere dove Pino è cresciuto ed ha fatto i primi passi nelle vesti di clarinettista.
Dopo essere scesa metaforicamente "in piazza", la banda ha proseguito con Capricciosa un brano a firma di Luigi Ingo, melodicamente molto forte del repertorio bandistico che Pino ha rielaborato e riarrangiato in forma di tango come per Venerdì Santo.
Le esecuzioni, che dal vivo acquistano una spontaneità acustica che solo l'interazione tra pubblico e questo repertorio sa suscitare, hanno conclamato l'attualità delle canzoni, affrancandosi dalle fonti che tornano a giocare oggi con il piacere della loro vitalità.

Il concerto è dunque proseguito con una sequenza di fotografie musicali legate ai luoghi e alle persone raccontate in questo diario: La festa di Santa Cecilia, Via De' Liguori, 15, Bagni di Lucca, Musicante, Gavuttella appassiunata e Ricciulella.
Molto toccanti sono state le esecuzioni di Via De' Liguori, Bagni di Lucca e Ricciulella, dedicata alla mamma di Pino e che la banda ha eseguito dal vivo solo nella prima versione contenuta nel cd, che invece la riprende in conclusione con una forma jazz standard.

E' stata quindi la volta di Verde Luna, una bellissima canzone eseguita senza il canto della bella voce di Pina Cipriani presente nel cd.
L'autore delle recensione è diventato fan di questo pezzo grazie anche al fatto che fosse la preferita anche del papà di Pino (grazie Nataluccio).
Hanno fatto quindi la loro comparsa la misteriosa marcetta '74, la struggente Arrivederci ragazzi per la quale Pino meriterebbe un incontro con un Grande Regista tipo Tornatore o Pupi Avati o Gianni Amelio (ecco, l'ho detto).

Quindi il concerto si è avviato alla conclusione con la solarità del quasi ballabile Ombra d'ammore, il saltellante intreccio fiatistico della Safari Gialla e un omaggio a Sant'Alfonso de' Liguori ossia Tu scendi dalle stelle, eseguita con il coro del pubblico.

Il progetto del CD ,  già pregevole per cura, qualità delle sessioni, ricchezza dei contributi iconografici e di note, si arricchisce, nell'esecuzione dal vivo, del caldo suono degli strumenti acustici non amplificati e acquisisce immediatezza e spontaneità, diventando finalmente Banda !

Auguri ragazzi, vi voglio bene !!!

mercoledì 11 novembre 2009

Ho incontrato Pino Ciccarelli - show case FNAC 12/11/2009

Ho incontrato Pino Ciccarelli qualche settimana fa e ci siamo scambiati con l'affetto di due persone che si conoscevano da tempo - può la musica arrivare a creare, ad essere un'area di tale comune intimità? - molte considerazioni sulla immediata cantabilità di "Processione d'Ammore", il primo cd di Pino che lo stesso ha pubblicato per la Polosud Records sotto il nome dell'orchestra "Concerto Musicale
Speranza", la band(a) che lo accompagna e che, volutamente, riprende il nome con cui era conosciuto l'organico bandistico capitanato dal padre di Pino negli anni settanta, a Piscinola-Marianella, Napoli.

Poteva venirne fuori
un'intervista, ma invece é stato uno scambio impressionista tra il sottoscritto e un uomo diretto, affettuoso e generoso come le tracce che ha curato per questa antologia di temi riarrangiati e talvolta composti ex novo nello spirito e nel rispetto della "bona educacion"
impartitagli dalle prime esperienze di vita musicale accanto al padre e al repertorio con cui la banda segnava le liturgie sacre e profane della comunità.

Pino mi ha raccontato di sé, tirando fuori dal cassetto delle fotografie emotive i graffi, le sbucciature e la fatica del vivere che ad un Artista, a mio dire, appartengono con diversa pena e rammarico, quando la vita ne obbliga il talento a moderarsi negli ego ipertrofici delle star o nelle chiamate degli Amici musicisti con cui ti diverti, lavori e mantieni la tua quotidianità.

Pino fa parte di quel genere umano che ha imparato a mantenersi in equilibrio sull'ordito artistico facile agli improvvisi strappi e alle trappole dei sorrisi a cui lui stesso attinge, restituendoli nell'orgoglio di un canto esibito di grancasse, fiati e tromboni e piatti.
Tra sospiri, ampi sorrisi e battimano della folla, quella stessa folla che Lee Masters nel suo Spoon River volle ad accogliere il generoso violino del Suonatore Jones, l'unica anima senza rancori o rimpianti del noto cimitero americano.

Insomma domani sera potremo ascoltare Pino Ciccarelli e la sua band alla FNAC, alle ore 18:00 dove il musicista terrà uno show case presentato da Michelangelo Iossa.

giovedì 8 ottobre 2009

Ho ascoltato "Processione d’ammore" - Concerto Musica Speranza, Polosud, 2009

Di solito quando scrivo un commento o una recensione critica di un lavoro discografico per il mio blog oppure per la sezione “Macedonia” della Polosud, mi metto al pc, apro una nuova istanza del file e dopo avere messo il cd nel lettore, butto giù le mie prime impressioni all’ascolto.

A cui fanno seguito le seconde e le terze, corrette dal recupero di alcuni passaggi che mi hanno più o meno coinvolto e che possono avermi lasciato, rispetto al resto della pubblicazione, perplesso o attratto più del solito.

Nel frattempo, mentre trascrivo i primi appunti dettati dalle mie reazioni all’ordito dell’impianto nel suo complesso – se prendi le prime tre tracce, un paio nel mezzo e le sorprese che le playlist riservano alla fine, l’architettura del lavoro la capisci bene – dicevo nel frattempo, mi rigiro la confezione tra le mani, la annuso come ogni buon “vinil feticista” fa e mi lascio trasportare dal contributo grafico, dai commenti e dalle note di copertina che completano la fatica del lavoro.

A volte, come nel caso del cd di Pino Ciccarelli, capita anche che io mi trovi negli uffici della Polosud con Ettore e Ninni e tra i tanti amici dello staff , passi anche l’artista.

Pino Ciccarelli quindi l’ho visto e sentito prima di potere rimanere rapito dalla profonda passione e amore che questo ultimo lavoro della Polosud “Processione d’ammore” consegna senza riserve ai suoi ascoltatori.

Era venuto per vedere le prime copie del cd che si é rigirato con voluttosità tra le mani, contento del risultato.

Ma il cd intanto é andato avanti.
Eccolo lì, é al quinto brano “Via dei Liquori, n°15” ora alla traccia successiva “74” con le sue marcette in chiave latina, piene di legni e di carica seduttiva bandistica, che tu che lo senti e poi lo ascolti, ma sei distratto subito dalla memoria dei tanti entroterra paesani che con i suoi ritmi, i suoi profumi, le sue festosità e i suoi volti pieni di storia accomunano gli Italiani di ogni latitudine regionale.

Ho letto le note biografiche su Pino Ciccarelli, ma più di ogni altro commento a riguardo vale l’introduzione al libretto, colmo anch’esso come il cd, di dettagli e di interventi fotografici a cui va riconosciuto il compito di contribuire a restituire un’indiscussa dignità e legittimità culturale ad un repertorio pieno di belle “melodie e tradizioni bandistiche”. Come recita il sottotitolo del cd.

Insomma, qui c’é poco da scrivere sulla musica perché le emozioni non si possono raccontare.
Posso apprezzare la qualità degli arrangiamenti nati sotto la volontà di oltrepassare il confronto a detta di Ciccarelli stesso – con altre realtà bandistiche, a favore del tentativo di tirare fuori da quel repertorio, da quelle melodie la malinconia che appunto spesso si fa “tangate” à la gardel.

Come nel caso di “Verdeluna” dove ho ritrovato la mai troppo celebrata voce di Pina Cipriani.
Ma forse proprio in “Ombra d’amore” si può avvertire con immediatezza il lavoro svolto da Ciccarelli con questo repertorio. Senti chiaramente la fonte, te la immagini suonata per le strade, ma poi l’apprezzi nel senso della sua ballabilità pop west-coast, come é riportato giustamenbte nelle note.

Il finale, “Arrivederci ragazzi” é... veramente commovente!
Questa é Musica, Vita, Sincerità, Amore, Cura, Studio, Umanità, Solidarietà Umana.

Io sono in lacrime, davvero ed é bellissimo tutto ciò, cioé il mondo é solo ironia e politica, e questo tizio scrive questa roba, accidenti...

Ma prima di chiuedere il programma, Ciccarelli ci lascia con un altro brano scritto di suo pugno che rivela la forza della sua espressività artistica “Ricciulella... quasi in trio”, suonata da un combo jazz.

Ok so già che questo cd sarà un tormentone per la prossima settimana. Grazie a Dio!