lunedì 29 settembre 2008

Quando il rock minaccia l'establishment

Soldi, amori, viaggi e abitudini. Così gli 007 spiavano i Beatles.

Questo è il titolo di un nuovo srticolo scritto da Attilio Bolzoni e opublicato da Repubblica ogg, 29 settembre, a proposito dell'infinita storia che colora e ravviva la memoria intorno al gruppo musicale.

L'oggetto della scoperta di un dossier nel quale per quattro/cinque anni sono stati annotate i fatti dei quattro musicisti oramai non dovrebbe provocare più alcuno scandalo.

Se non stupore, da parte mia, per le priorità che muovono le scelte dei servizi segreti o della polizia federale di una nazione che dovrebbe perseguire le minacce di ben altri presunti nemici sparsi per il globo.

Ma le ossessioni di una nazione rivelano le sue paure più recondite e solo in quest'ottica, questo tipo di notizia, risulta utile ad accettare il lato meno nobile di un impero in decadenza.

Di seguito il trailer del documentario "USA vs John Lennon".


sabato 27 settembre 2008

Le piroette del Cantautore

Negli anni settanta molti musicisti etichettati con l'appellativo tutto italiano di "cantautori" hanno tentato in vario modo di prendere le distanze dal fenomeno, diciamocelo di matrice ideologico/politico, per coglierne i vizi, le fissazioni, le ipocrisie e i privilegi di cui godevano al pari di ogni altro artista.

Mi ricordo che a sparare su questo strano animale furono tra gli altri, sebbene con prospettive diverse, Roberto Vecchioni
Edoardo Bennato, Antonello Venditti e anche un musicista che uscì ai tempi di Mister Fantasy di Massarini e che cantava una cosa tipo "Amore, amore non ti mettere con i cantautori che poi ti mettono nelle canzoni".

Insomma nel breve volgere di una stagione - quella di trentacinque anni fa - distratta dalle sue partiture socio/economniche dalle tinte per lo più fosche, concitate e tenebrose, anche la sperimentazione critica in formato autoreferenziale dello scrittore in musica, tormentato e di centro sinistra, avrebbe arrecato noia a "questo strano genere di bambina" come lo additava De Gregori.

Ora si sa che i temoi mutano, e così la salute fisica e finanziaria di ciascuno di noi soggetto alle intemperie di questa irragionevole natura delle cose così divisa tra Poteri e logiche revisioniste.

Tipo che se dici "affitta camere" scatta il sospetto di una sordida relazione clandestina da consumare sotto il cielo in una stanza, mentre se dici "bed & breakfast" o meglio B&B fai vacanze intelligenti.

E molto si potrebbe dire sulla metamorfosi semantica del lessico quotidiano, compreso appunto l'uso dell'aggettivo "intelligente".

Ma è anche vero che. a fronte della spinta revisionista, nulla vieta di mantenere un'ottica di sana e determinata resistenza dinanzi all'insistente oppressione dell'ondata del Nulla.

Purtroppo si va allargando sempre più il divario tra i vecchi e i nuovi poveri, tra i flussi di schiavitù globale e l'affermazione di questa Assenza di Massa, senza opinioni condivise, senza il sostegno di una intellighenzia in grado di risvegliarne la Coscienza, di spaventarli, di suggerire loro l'abbandono del narcotico tecnologico che li sorregge.

In questo mare di democrazia individualista, di assordante silenzio da ultrà calcistici, il Cantautore riappare illuminato probabilmente dal bisogno di fare quadrare qualche investimento sbagliato - effetto Lehman ? - e in nome della de ideologizzazione presta il suo servizio di fonatore di pensiero in musica al Cliente che di di volta in volta paga di più.

Senza tema delle sigle che qualificano quest'ultimo agli occhi del Pubblico.

Delle miserie umane del cantautore vorrei essere francamente esentato,  ma mi spaventa l'effetto sociale del gesto che legittima non opportunamente contrastato da un dibattito pubblico l'idea del livellamento, dell'omologazione al basso, allo sguardo verso il basso, ma con il pensiero rivolto al sol dell'avvenire.

Ieri un collega ricordava con spavento l'idea che il Craxismo potesse durare per decenni.

Ma i decenni precedenti hanno reso questa Italia veramente più libera e consapevole?

A proposito avete capito di quale episodio in particolare mi sono occupato in questo post? E chi è l'imbecille di turno? Se sì mandatemi commenti in merito. Bai

sabato 20 settembre 2008

Vi segnalo: Stampaedintorni a Pozzuoli

Mi fa piacere seganalarvi la recente apertura a Pozzuoli di un service per la comunicazione globale.

Si chiama Stampaedintorni, si trova nella traversa dinanzi alla fermata della Cumana a Pozzuoli, accanto alla tabaccheria.

Stampaedintorni progetta e realizza personalizzazioni su e per qualunque tipo di supporto

Dalle buste commerciali al biglietto da visita, dal calendario alle fotografie, agli espositori, alle t-shirt.

Io sono entrato nel negozio dopo avere comprato il pane dall'amico siciliano giusto accanto, e ho conosciuto Imma che mi ha dato i dettagli di cui avevo bisogno per i miei biglietti da visita.

Da qui, la presentazione della loro attività è stato un crescendo pieno di curiosità sulle tante belle idee che sanno offrire alle più diverse esigenze sia del privato che dell'esercente o dell'azienda.

Immagino che non siano gli unici (ma và!!!) ma su Pozzuoliedintorni sì!

Inoltre Imma - responsabile commerciale del service - è simpatica e mi ha fatto vedere i book che realizzano con le fotografie di eventi o di viaggi. Sinceramente, sono bravi e i costi li ho trovati giustificati rispetto al risultato.

E poi si sa i ricordi delle emozioni non hanno prezzo.

A questo proposito, Stampaedintorni fino al 26 settembre offre 100 foto gratuite per ordini di almeno 300 foto.

Cioè in pratica con 40 € ve ne portate a casa 100 in più. Mica male.

Due cose per finire: 
  1. Stampaedintorni non mi paga per questa promozione ma se anche fosse stato sarebbero stati fatti miei, giusto? :))
  2. il telefono del service è 0813419010 mentre la mail è commerciale@stampaedintorni.com

Perquisizione "L'Espresso": attentato alla libertà di stampa

Leggo con sgomento sul sito de La Repubblica della perquisizione compiuta dalla Procura di Napoli ai danni della redazione de L'Espresso e dei giornalisti che hanno scritto gli articoli sulla gestione dei rifiuti a Napoli e della gomorra al Nord.

I giornali sono in edicola o reperibili sul web.

Condanniamo queste azioni da vera e propria rappresaglia proto fascista che non sono esattamente buoni segnali per un a democrazia.

venerdì 19 settembre 2008

Vi segnalo: dal 29/09 "A scuola di rock" - Fnac, Napoli

Lunedì, ore 18.00: lezione di Rock! Otto lezioni – dal 29 settembre al 17 novembre - trenta allievi e tantissima musica: questi i numeri di A scuola di Rock, il primo corso in storia del pop-rock dagli anni Cinquanta ad oggi curato dai critici musicali Carmine Aymone e Michelangelo Iossa.

Così recita l'incipit del comunicato stampa che ho ricevuto da Michelangelo e che volentieri posto oggi per consentire, a chi fosse interessato, di iscriversi.

Un corso di rock? Sembra pretenziosa l'intenzione di mettere i puntini su un genere musicale che rappresenta una parte del ritmo della vita che ci circonda e ci condiziona da più di trent'anni.

Spesso anche con risultati tutt'altro che incoraggianti per la sopravvivenza del fenomeno e delle sue rappresentazioni.

Ovviamente, lo spirito del rock delle origini si è dissolto nel breve giro del tempo che al mondo del business si è reso necessario per trasformare un fenomeno sociale in un meccanismo commerciale così attraente nelle sue componenti più vitali da consentirgli praticamente la perpetua reincarnazione fino ad oggi.



Ma la vera novità per l'epoca fu ed è rimasta questa: qualunque sia l'etichetta che decidiamo di associare al fenomeno musicale, esso fu nell'accezione del complesso processo di consumo il principio o una delle cause concomitanti di quella stagione che i critici d'arte chiamano post-moderno.

La merce e il culto per i suoi valori di mercato diventano più significativi del contenuto veicolato condizionando le logiche stesse di produzione, distribuzione e consumo dell'arte.

Mi auguro che la prospettiva del corso tenga conto del fatto che citare ed ascoltare i protagonisti non basta più, almeno nel 2008 condizionati dalle opportunità di un sistema basato sulle regole del web.



Invito tutti quelli che mi leggeranno a partecipare agli incontri perché quando avevo quattordici anni seguivo questo genere di seminari ad Ivrea dove vivevo all'epoca.

Grazie a Dio non esistevano ancora questi iper mostri dell'editoria tipo FNAC o La Feltrinelli, ma
una grande azienda come l'Olivetti che tra un 'esposizione dei propri prodotti al Guggenheim e una mostra sponsorizzata al Moma di NY, permetteva a noi giovani degli anni 70 di ascoltare famosi conduttori radiofonici della RAI, come Giaccio, Massarini di capire qualcosa su un fenomeno che avrebbe avuto ancora molti anni di vera passione.

Quegli incontri erano tutti gratuiti - pagava l'Olivetti in una prospetiva sociale completamente scomparsa. E chissà forse anche per questa forma di generosità quei tempi sono finiti.


Il corso alla FNAC è rivolto ad un massimo di trenta allievi e prevede un costo di 8 euri a lezione per i Soci FNAC e di 10 euri per i Clienti

Le iscrizioni si possono effettuare presso l'ipermall di via Giordano, al Vomero, Napoli.

giovedì 18 settembre 2008

Scalfari, Veltroni e la memoria popolare rimasta senza voce

In genere ritaglio o catalogo da giornali e dal web tutto ciò che mi colpisce in attesa di riprocessarlo  a distanza di qualche tempo per il gusto di itrovarmi a scriverne o parlarne.

Questo piccolo dibattito agostano intessuto tra Eugenio Scalfari che l'ha tenuto a battesimo e poi ripreso da Walter Veltroni sull'onda anche del lanciodella Banca delle Memoria voleva segnalare le ipotesi del senso di disorientamento che si avverte a livello politico, ma più in generale sul piano della condizione di apatia che colpisce l'opinione pubblica italiana.

Scalfari riprendeva l'allarme lanciato dal regista Moretti che al Festival di Locarno aveva lamentato lo stato di abulia dell'opinione pubblica dimenticata dall'opposizione e digerita dai sistemi mediatici di Berlusconi, i suoi valori (Valori?) che hanno devastato il modo di pensare degli italiani.

La considerazione che allarmava Scalfari e preoccupa paradossalmene anche me è che anche nelle dittature l'opinione pubblica è ambita anzi cercata, benchè in una forma coercitiva.

Da noi invece prevale l'idiozia dell'eterba felicità, della festa continua, basta che non si pianga dinanzi al re, mentre la Patria viene mandata a carte 48.

Poi Veltroni ha ripreso l'argomeno citando l'iniziativa della Banca della Memoria, un sito che è stato inaugurato quest'estate e ospita video in pochi minuti raccontano episodi del nostro passato italiano dala viva voce degli anziani che li hanno vissuti.

Orwell lo aveva previsto con il buon senso di chi sapeva dal proprio passato che un popolo privato delle fonti è un rigagnolo secco senza presente che non consegna nulla ai propri figli.

Un popolo di tal fatta è soggiogato alla furbizia del primo malfattore che se lo incarta, portandoselo in qualsiasi Hamelin o paese dei Balocchi.

Il problema morale si pone forte agli occhi di moderati di centro sinistra, cattolici, liberali e tuti gli uomini e le donne che al di là degli steccati ideologici si vogliono rimboccare le maniche per cacciare il nuovo insidioso invasore.

Questo è il collegamento ad un filmato dalla Banca della Memoria in cui la signora Isabella legge una deliziosa filastrocca in pugliese di quando era piccola.

Quando la critica rock gioca con la sua presunzione

Qualche giorno fa sono andato a rileggermi sul web i vaniloqui critici che l'enciclopedico Piero Scaruffi - lo avete mai sentito nominare? - ha scritto sui Beatles e lasciato ai posteri come traccia della vera verità a cui il volgo rinuncia per volontaria cecità e noncuranza intellettuale.

Leggasi ottusità.

Ne scrivo perchè i contenuti delle masturbazioni mentali di questo acuto genio della pubblicistica musicale sono un classico esempio di malafede usata per sostenere altrettanti clichè che il profilo dell'intenditore rock - razza meritevole di utti gli anelli di quel signorr - reca con sè.

Tipo che il rock è solo quello che è suonato dagli artisti di colore a cui i musicisti bianchi hanno rubato il futuro e la visceralità degli esordi. 

Il mito degli esordi, la purezza dei primi vagiti, ancora vergini alla barbarie delle mescolanze di generi, forme, timbri è poi un altro luogo comune di chi non sapendo neanche difenderlo, lo sbandiera con tono vittimistico.

Vorrei precisare  che quello che mi fa innervosire è l'idea che trovandosi i libri di Scaruffi negli scaffali delle librerie italiane, un giovane privo di esperienza critica possa assimilarne lo spirito falsamente anarchico, commettendo l'errore di tralasciare l'ascolto completo e sereno di una band che non ha bisogno di presentazioni.

Il bello è che pretende di offrire anche un vademecum per preparare lezioni di storia del rock a docenti e formatori scolastici, vendendo l'idea che i Beatles debbano ai Beach Boys l'autenticità di un contributo artistico che la surf band californiana non avrebbe avuto la sensibilità e i mezzi di recepire ed elaborare. Almeno non prima del 1966, quando i Beatles pubblicavano già Revolver.
Per tacere del fatto che la pubblicazione dei primi 45 dei BB è leggermente successiva a quella dei Beatles. 

Preciso che io adoro i BB e invito tra le tante a viaggiare, ascoltando "The warmth of the sun"

Non posso fare l'elenco delle idiozie che riesce a mettere insieme solo perchè semplicemente proietta sulla band di Liverpool un astio nevrotico degno di un intervento psicanalitico.

Vi dico solo che sfiora l'ipotesi che il gruppo sia stato messo su da una precisa strategia militare guidata dal MI5 volta a contrastare la paura di una forma d'invasione culturale statunitense.

Anch'io non amo particolarmente la musica di Francesco Guccini, pur stimandolo per il suo contributo storico. 

Ma non mi sognerei mai di escluderlo da un capitolo sul cantautorato italiano.

Insomma quando vedete i suoi libri, evitateli con cura.
Naturalmente, perchè troppo evoluti per un popolo così stupido da andare dietro alle canzonette di McCartney e soci.

Vaff...Scaruffi, era tanto tempo che volevo dirtelo e scrivertelo.

lunedì 15 settembre 2008

Bye bye Richard...

"Lucifer Sam I saw your CAT!"

E' questa una delle tante frasi che i Pink Floyd hanno cantato nei lunghi anni della loro splendida carriera.

Carriera che hanno condiviso con Richard Wright alle tastiere e pianoforte, un altro elemeno chiave dei loro arrangiamenti visionari con ci hanno traghettato verso le galassie lisergiche che il mondo impiegatizio dei liceali poteva solo immaginare.

Domani dedico la giornaa interamente alle parti più belle del tuo grande contributo, Richard.

Riposa in pace e veglia su di noi con Syd, rendendo questo mondo questa terra e questa umanità più serena e colorata!

Intanto per voi dalla colonna sonora di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, "Love scene V. 4" con il pianoforte suonato da Wright.

domenica 14 settembre 2008

Siccome le quotazioni dei dischi dei Beatles si erano leggermente abbassate...

Ecco spuntare la notizia sulla omosessualità di John Lennon, suffragata da una fonte tra le più autorevoli della carta stampata statunitense, Philip Norman.

L'America ha trattato Lennon come un terrorista negli anni '70 perchè aveva partecipato ad un concerto per sostenere John Sinclair, un attivista delle Pantere Bianche.

Ha continuato a perseguitarlo perchè aveva staccato un assegno a facore di un concerto per sostenere non so quale altra causa politica.

Gli hanno messo alle calcagna addirittura la CIA !!!

Ora che l'attenzione sull'artista sta per essere ripresa grazie ad un biopic di prossima pubblicazione eccolo lì GAY !!!

E poi indovinate con chi avrebbe voluto farsela, secondo Norman?

Sentite a me, Madre Teresa e Gandhi erano tra i massimi dirigenti della Cupola International.

Paul, statt' 'a casa !!!

Da Tendenzeonline.info riporto il link alla notizia di minacce di morte a McCartney per il concerto a Tel Aviv.

Ma dico io si stesse tranquillo...

Questo il testo della notizia:

Roma, 14 set. (Apcom) - Minacce di morte per Paul McCartney. Le ha lanciate attraverso un sito internet Omar Bakri, un predicatore islamico siriano, 48 anni, affermando che l'ex beatle potrebbe essere l'obiettivo di un kamikaze se non cancellerà il concerto, previsto per il 25 settembre prossimo a Tel Aviv, in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Israele. Lo riferisce il quotidiano britannico Sunday Express.

Secondo il messaggio diffuso sulla rete dal predicatore, McCartney, accettando di partecipare alle feste per la fondazione dello Stato ebraico "è diventato un nemico del mondo islamico". Il baronetto "si appresta a celebrare le atrocità commesse dagli occupanti" e per questo va punito, ha scritto Bakri. Fonti vicine all'artista inglese hanno riferito che McCartney è spaventato ma non ha intenzione di piegarsi alle minacce e il 25 settembre terrà comunque il concerto a Tel Aviv.

Ho letto "Colazione da Tiffany" di Truman Capote

Non avevo mai letto nulla di Truman Capote quando quest'estate ho letto e fatto leggere ad una delle mie figlie un breve racconto di questo protagonista delle letteratura statunitense americana del secondo novecento.

Al mio ritorno ho quindi acquistato subito "Colazione da Tiffany" reso noto presso il grande pubblico per l'omonimo film di Blake Edwards che ebbe come protagonisti Audrey Hepburn e George Peppard.

Per dirla in breve, libro e film sono due mondi apparentati giusto per la fonte, ma - come tra l'altro accade spesso per gli adattamenti cinematografici  - sufficientemente distanti da potere essere gustati senza che il confronto ci nausei quel tanto da nascondere i meriti dei due bravi attori, del famoso tema "Moon River" e del trionfo culturale WASP.

Capote osserva senza giudizio morale il bruciante contrasto tra la cinica follia della società new yorchese e gli sforzi compiuti da Holly che illumina con la sua inafferabile e fragile indipendenza la malattia metropolitana del periodo.

Francamente, devo dire che alla luce della lettura del testo mi pare che la Hepburn avrebbe docuto essere sostituita da Marilyn Monroe che E' Holly Golightly.

La scittura di Capote è severa, non incede in sentimentalismi che sono estranei sia all'autore che ai mondi che osserva e di cui si serve per sferrare zampate sul cinismo del demi monde americano diviso tra ambizioni hollywoodiane, malesseri impiegatizi e ancora tanto provincia contadina.

La versione cinematografica ha epurato la storia di Capote della presunta bisessualità di Holly e del finale inventandosi una storia d'amore che non ha luogo perchè altrimenti Holly non sarebbe stata QUELLA Holly che ho amato.

Un must, Lo consiglio a chi non lo ha letto.

Di seguito, Il trailer e la scena in cui Holly canta Moon River.




Ho visto: "Non è un paese per vecchi" dei fratelli Coen

La settimana scorsa, lunedì 8 settembre, si è inaugurato al cinema "La Perla" di Agnano il ciclo del cineforum cosiddetto "exra" per l'offerta di pellicole che gli organizzatori non avevano potuto presentare nella stagione precedente.

Ad aprire i giochi è stata la penultima pellicola dei fratelli Coen, "Non è un paese per vecchi" girato nel 2007 ed ispirato all'omonimo romanzo di Comac McCarthy.

E', a mio dire, un'opera magistrale che ha meritato appieno i riconoscimenti che le sono stati attribuiti da Hollywood nel 2008 come miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura non originale e migliore attore non protagonista.

Non vi rivelerò la trama anche se l'assassino E' come sempre il maggiordomo.

E' un'opera epica, dalla forti ambizioni, dalla struttura polisemica degna del più noto lector in fabula di echiana memoria.

E' anche un florilegio di generi che prelude al simbolismo espressivo della seconda ed ultima parte della pellicola quella in cui le trame si acquietano e rimangono le tracce delle accuse al sistema americano, all'idolatria nei confronti del dio denaro e della difficoltà di convivenza tra due generazioni che non si vogliono più capire.

Ripeto l'aggetivo "magistrale" non è sprecato affatto.

Di seguito il trailer.


sabato 6 settembre 2008

Libreria on line su ANobii

Ho aperto or ora un blog su ANobii contenente i miei libri.

Si trova all'indirizzo http://www.anobii.com/malobo62.

Il link si trova anche nell'elenco dei siti a sinistra del presente blog.

Con la scusa delle communities e del social sharing qui noi utenti parliamo o sperliamo convinti di essere Moderni, Aggiornati e Promotori di Culture Sommerse.

E i marketer delle case editrici sguazzano in questo grande DB per cogliere tendenze, numeri e commenti atti a definire le loro strategie.

Poi i magazzini di tutti i librai si riempiono di libri che nessuno legge, vuole sfogliare o penserebbe che siano mai stati scritti o stampati.

Comunque....

venerdì 5 settembre 2008

"Con semplicità...Stasera canto Lucio Battisti" venerdì 12 settembre, ore 21:00 Caffè Letterario di Bacoli

Venerdì 12 settembre per la serie "Con semplicità..." vi aspetto al Caffè Letterario di Bacoli per una serata che già da qualche tempo volevo dedicare a Lucio Battisti.

Ho scritto su di lui un post la settimana passata e posso solo aggiungere che la fortuna critica dell'Artista merita di andare di pari apasso al ricordo di chi ha costitutio con lui una coppia creativa inscindibile.

Sto parlando ovviamente di Mogol, come George Gershwin richiama Ira, Elton John Bernie Tupin, Carole King Gerry Goffin, McCartney Lennon, e così via.



Vi aspetto venerdì al Caffè Letterario di Bacoli
, sempre che gli effetti indesiderati dell'esperimento del Cern di Ginevra non abbiano il sopravvento sullo scetticismo che circonda la notizia di un eventuale buco nero !!!

Malazè al Caffè Letterario di Bacoli: 10 e 13 settembre

Segnalo due appuntamenti al Caffè Letterario nella prossima settimana, che poi è il periodo in cui hanno luogo gli eventi della manifestazione Malazè.

Vi ricordo che per info e prenotazioni questi sono i recapiti del Caffè Letterario di Bacoli: 0818549068 -3929175286, mail info@caffeletterariobacoli.it

Mercoledì 10 settembre ore 21:00

Passio - un nome a legare due progetti. Un vino e un libro

Incontro con l'azienda vitinicola "I vini della Sibilla" e presentazione del libro "Passio" di Fernando Fevola edito da "Il Filo" editore

Per la degustazione, prenotazione obbligatoria, costo 30 €



Sabato 13 settembre, ore 21:00

Crocevia in concerto al Caffè Letterario

Folk mediterraneo che ala tradizione popolare del Mezzogiorno d'Italia agiunge sonorità arabe, andaluse e nordafricane. Con l'accompagnamento di un gruppo di ballerini di pizzica e tammorra.

Cena Malazè a base di piatti tipici e vini dei Campi Flegrei.
Prenotazione obbligatoria, costo 25 € (vini esclusi)

Ma cosa significa "malazè"?

Pare che sia un termine dialettale di uso prettamente puteolano nell'ambito delle attività marinare.

Vi riporto lo stralcio dal sito di Malazè che risponde al quesito:

"Fino agli anni cinquanta del secolo scorso, quando ancora si respirava l’aria di antiche tradizioni, le case e i locali a piano terra del borgo marinaro, non ancora sottoposti alle radicali trasformazioni d’uso, rispondevano a precise esigenze di vita, [...] infatti erano depositi di attrezzi per la pesca e diverse abitazioni che si affacciavano direttamente sulla Darsena e verso il Porto, avevano aperture che permettevano l’ingresso delle barche.

Erano i malazzè: magazzino, magazzeno, malazzè."

Dal 05 al 15 settembre 2008, nei Campi Flegrei Terza Edizione Malazè ''Il Cratere Del Gusto''

Dal 5 al 15 settembre, nei Campi Flegrei, si svolge la 3° edizione della manifestazione enogastronomica, denominata, “ Malazè – Il cratere del gusto”, organizzata dall’Associazione Campi Flegrei a Tavola con la collaborazione di: Slow Food Campania, le Strade del Vino Campi Flegrei, del Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei e da Associazioni del territorio Flegreo.

 

La manifestazione si propone di utilizzare l’enogastronomia tipica locale come veicolo in grado di richiamare visitatori, in un periodo dell’anno in cui la presenza turistica nei Campi Flegrei è quasi assente, nonostante le buone condizioni climatiche, e valorizzare e rivitalizzare il settore della gastronomia, della pesca e dei vini che affondano le loro radici nella storia più antica di questo territorio. 


La manifestazione che ha inizio oggi 5 settembre e si concluderà il 15 c.m. si articola in tre percorsi principali proposti con il concorso di esercenti, ristoratori, artigiani e associazioni di tutti i comuni della zona dei Campi Flegrei.


I percorsi sono:

  • Malazè... e la Tavola

    Dal 5 al 15 settembre
    (pranzo e cena)
    I ristoratori dei Campi Flegrei presentano menù della tradizione Flegrea


    Per i dettagli, consultate il sito della manifestazione

  • Malazè ...e il Vino
Domenica 7 settembre: Ciclo wine tour sulle strade del vino dei Campi Flegrei
Giovedì 11 settembre: Cena in vigna con il ristorante

Per i dettagli, consultate il sito della manifestazione
  • Malazè ...e i suoi Tour

    dal 5 al 14 settembre

     

    Il Mare non solo… pesca

    Pozzuoli: L’ Associazione “ L’Occhio di Minerva ” e la Cooperativa Sant’Aniello

     

    dal 5 al 14 settembre

     

    “Città sommersa porte aperte”

    Pozzuoli: Centro Sub Campi Flegrei


    Domenica 7 Settembre 

     

    Incontrando la Sibilla…

    Pozzuoli - Cuma: L’Associazione Flegreando

     

    Sabato 13 Settembre

     

    “ I luoghi di  S. Gennaro”

    Pozzuoli 

     

    Domenica 14 Settembre

    Passeggiando sulla bocca degli inferi

    Pozzuoli – Lago D’Averno


    Giovedì 4 e mercoledì 10 settembre

    “A cozz, i cuzzucar ed il Lago Miseno”

    Bacoli


    Dal 5 al 7 e dal 12 al 14 settembre

    BACOLI FRA TERRA E ACQUA.

    Eventi operatori turistici di Bacoli


    Dal 5 al 14 Settembre

    Re – tour enogastronomico e culturale nei  crateri  del gusto

    offerta turistica integrata | soggiorno malazè


    Allego ulteriori informazioni per potersi iscrivere o prenotare ai tanti eventi promossi dalla manifestazione: Ufficio Informazioni, Prenotazioni e Segreteria Associazione Anima e Cuore onlus Tel.081/304.95.88

    info@animaecuore.it

martedì 2 settembre 2008

Ho visto "Tutta la vita davanti"

Il senso della frase che intitola questa pregevole pellicola di Paolo Virzì sembra ricollegarsi idealmente all'invito che facevano i protagonisti del film di Zanasi al figlio: nun ce pensà, sei giovane, hai tutta la vita davanti.

Che vuoi che sia nel corso di un'esistenza intera un inciampo economico della società in cui ti trovi a vivere.
Sii fiducioso, non ti arrendere, guarda avanti e vedrai che prima o poi...

Prima o poi un cazzo, viene voglia di scrivere senza il timore di essere volgari.

Le società occidentali hanno convertito le sorti delle economie nazionali ai valori della globalizzazione che in parole povere ha consentito alle imprese che sono sopravvissute all'assalto di giovarsi dei privilegi fiscali e contrattuali promossi dagli Stati per sfruttare la forza lavoro, spesso qualificata per formazione e abilità, a fini di sordida speculazione economica.

Protagonisti ne sono i Call Center che hanno invaso la nosra vita di cittadini (o di consumatori?), gli Ipermercati e i loro lavoratori assunti in condizioni di precariato.
Cioè attraverso le tante opportunità offerte dai contratti a termine.

Che poi significano, nessuna tutela sindacale, minacce neanche troppo nascoste di licenziamento in caso di comportamenti "non in linea" e condizioni di stress lavorativo da mobbing.

Il film premia con la leggerezza del sorriso amaro la crescita della consapevolezza umana di una giovane Laureata Precaria "con la testa piena di progetti in aria" (come canta Cristicchi) in un quadro di finte maschere del Successo Imprenditoriale.

Questo film l'ho sentito e capito molto perchè quando ho cominciato a lavorare, 20 anni fa, era a Bologna ed è stato proprio in situazione assolutamente analoghe.

E avrei molto da raccontare a proposito, ma poco mi interessa rispetto alla certezza che Marta, la protagonista del film, ha dinanzi alle prime grandi prove della sua giovane esistenza.

Marta è una Persona, colta, capace che sente e riconosce grazie all'entusiasmo della sua giovinezza queste capacità e sa che la rinuncia a sè stessa e ai propri ideali sarebbe la più grande sconfitta.

L'amore se viene, accadrà. Marta è etica in un mare di opportunismo, di cinismo di gente pronta a dire di sì a tutti pur di raggranellare i pur necessari ma magri 300 euri al mese.


Il film si chiude con un idea a mio parere splendida e su un sentimento che mi ha richiamato alla memoria la bellezza del "Raggio verde" di Rohmer.

Lo rivedrò certamente perchè per me è un capolavoro.

Il giudizio positivo su Mastandrea (il sindacalista) si riconferma assieme all'applauso per Germano (il venditore), la coraggiosa interpretazione di Sabrina Ferilli (la manager), la brava e bella Ramazzotti (l'amica di Marta) e naturalmente la protagonista Isabella Ragonese.

Di seguito il trailer del film.