lunedì 27 ottobre 2008

Vi segnalo: "Byoblu - Il videoblog di Claudio Messora"

Ieri sera, domenica 26 ottobre, in trada serata volevo dare un'occhiata alla versione satellitare di YouDem.

Dopo la replica della maratona giornalistica a commento della manofestazione del 25 ottobre a Roma, sono andati in onda i contributi che la redazione seleziona dalla sua versione in rete.

Tra questi, mi ha colpito Byoblu che grazie ad  una veste professionale ed ad un uso tipico della retorica del giornalismo "Iene - like" mi pare offra voce a tematiche di un certo interesse.

Quanto siano realmente utili e possano aggiungere al già rimestato lo potrò capire solo dopo averlo frequentato un pò.

PS: mi ero registrato su YouDem per curiosità, ma poi ho cambiato idea per un aperto dissenso con gli obiettivi della nuova melassa partitica.

Ebbene sappiate che non esiste un modo automatico per cancellare il proprio account, se non contattare il numero verde della sede per parlare con qualche esponente del precariato telefonico tanto deprecato da WalterOne sugli spalti della sua folla abbandierata.

Ci riproverò.

domenica 26 ottobre 2008

I numeri danno sicurezza, sempre.

In mancanza di veri contenuti i numeri parlano sempre.
Poi in tempi di magra ancora di più

Bene ho trovato questo post scritto da tale Red sul Barbiere della sera

Lo riporto per offrire a chi ne avesse bisogno un raginamento concreto sulle idozie delle cifre che i vari partiti danno all'indomani dei loro assembramenti popolari.

Le voilà!

Due milioni: chi offre di più?
di Red

A ogni manifestazione, piazza San Giovanni si allarga. Di questo passo, fra dieci anni in piazza San Giovanni ci entreranno sette milioni di persone. Continuiamo così o facciamo due conti?

Ma quanto è grande piazza San Giovanni? E soprattutto: quante persone c’entrano? Sabato 2 dicembre, alla manifestazione “Contro il regime, per la libertà” (bum!) di Silvio Berlusconi, gli organizzatori hanno sparato più in alto possibile: “Ci sono almeno due milioni di persone”, ha annunciato con la solita faccia imperturbabile il Cavaliere. “Forse due milioni e duecentomila”, ha ipotizzato quasi subito dopo Emilio Fede sul Tg4. Come se i duecentomila in più fossero un banale arrotondamento e non l’equivalente dell’intera popolazione di Padova.

Insomma, siamo alle solite. Ogni volta, con la destra come con la sinistra, la capienza della piazza aumenta. E non di cinque o diecimila unità: si va avanti a botte di cento, duecento, cinquecentomila. Chissenefrega se è vero: l’importante è superare l’affluenza precedente. Di questo passo, a cinquecentomila l’anno, fra dieci anni in piazza San Giovanni entreranno sette milioni di persone (5 milioni più i due attuali). Vogliamo cercare di vederci chiaro?

Io ci ho provato, non è difficile. Basta prendere la foto satellitare di Roma su Google e calcolare base ed altezza della piazza, tenendosi più larghi possibile. 

Sono 270 metri di ampiezza per 700 di lunghezza. È più o meno un triangolo rettangono, dunque l’area è facilmente calcolabile: circa 94.500 metri quadrati. Nell’area ricade una fila di condomini: fa niente, includiamoli tutti. Nell’area ricadono anche il palco, il parterre, i mezzi di soccorso, i poliziotti, gli alberi, i semafori, i cassonetti, le guardie del corpo e i giornalisti. Fa niente. Calcoliamo anche loro e calcoliamo anche un 10% di manifestanti stipati nelle vie laterali che non riescono ad entrare nella piazza. Teniamoci insomma larghissimi.

Risultato: se in un metro quadro possono stare in piedi al massimo due persone, la capienza totale (+ il 10%) di piazza San Giovanni è: 207.900 persone. Vogliamo mettercene tre di persone per ogni metro quadro? Dubito sia possibile, ma facciamolo. Bene, arriviamo al massimo a 311.850. Devo continuare? Vogliamo fare 5 manifestanti per metro quadro, peggio che sui treni piombati? 519.750. La faccio breve: per far entrare due milioni di manifestanti in piazza San Giovanni bisognerebbe farne stare 19,24 in ogni metro quadro, palco, alberi, semafori, cassonetti e strade adiacenti compresi.


D’altronde, chi era ai funerali di Enrico Berlinguer, nel 1984, ricorda quanto la piazza fosse stracolma. I giornali parlarono allora, forse esagerando, di 250mila persone. Due milioni è più o meno l’intera popolazione di Roma (sito dell’Anci). Per fare entrare due milioni di persone a Roma, nella Giornata della gioventù del Giubileo del 2000, dovettero organizzare l’evento in pieno agosto, con la città vuota per ferie, e dirottare la massa di giovanotti cattolici su Tor Vergata, in un’area di circa 600.000 metri quadrati: più di sei volte piazza San Giovanni.

Red 

Quindi basta con i numeri, basta davvero. 

E' la logica puerile di chi ce l'ha più lungo !!!

Tanto mi pare di avere capito che la frittata del copione di Walter era sempre la stessa di questo consunta espressione dirigenziale di una rappresentativià della Sinistra che nulla a che vedere con i manifestanti.

Stamane su Radio Tre. a Prima Pagina questo si diceva in sintesi di ieri a Roma.

Sosteniamo la ricerca per combattere il cancro.

Sosteniamo la ricerca per combattere il cancro. 

Volevo ricordare anche la cara amica Daniela, il cui volto dava serenità, calore e sicurezza a chi l'ha potuta conoscere e saputa amare.

E' stata la moglie di un mio collega che porta, ancora ed inevitabilmente, le tracce della tragedia nella difficoltà del vivere quotidiano.

Daniela se n'è andata due anni fa dopo quattro anni di cure e di vita trascorsa con l'alieno.

Volevo ricordarla perchè le persone care ci vivono sempre accanto e ci sono di continuo insegnamento per la dignità con cui hanno potuto affrontare questo genere di prova.

Quindi aiutate la ricerca sul cancro, andate sul sito dell'AIRC e fate una donazione, fate dei regali, insomma date il vostro contributo come miei amici, lettori del blog (vi ringrazio sempre della pazienza e dell'attenzione) o semplici avventori del web.

Sosteniamo la ricerca per combattere il cancro. 

sabato 25 ottobre 2008

25/10/08, in memoria di Piernicola Boccuni

E' difficile mettere nero su bianco il senso di strazio che pervade la mia famiglia paterna in occasione del primo anniversario della morte di mio cugino Piernicola.

Nessuno di noi mai si sarebbe immaginato neanche nel più terribile dei propri incubi  di doversi riunire di fronte a Dio per ricordare questo giovane e promettente medico/ricercatore - cazzo mi sta venendo da piangere...- che ha una giovane moglie con cui aveva messo su una famiglia dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, a Chicago.

Piernicola è un giovane molto simpatico, di poche ma significative parole, con un apprezzabile senso dell'ironia grazie al quale siamo riusciti a farci delle risate travolgenti da vero mal di pancia (giuro, stavamo male poi!!!) leggendo fumetti di Edika (un autore francese di strisce demenziali che in Italia comparivano su Totem) ad alta voce l'uno all'altro negli afosi pomeriggi di Sabaudia.

Era molto curioso intellettualmente, mi sembrava fosse un pò più avanti  in termini di coraggio, obiettivi di ricerca scientifica, ambizione e qualità dell'esistenza.

Quando gli è stato diagnosticato il cancro e poi gli esiti negativi dei primi tentativi di combatterlo ha reagito come ogni essere umano sa e può, nel suo caso con la consapevolezza scientifica e professionale della sua posizione. Era un ematologo ed era consapevole di tutto nei dettagli che ad un comune malato possono anche sfuggire.

Io l'ho visto l'ultima volta nell'estate del 2006 poche settimane prima che la notizia della sua malattia facesse capolino tragicamente nella sua esistenza.

Poi non ha voluto vedere più nessuno, fatte poche eccezioni. 

La morte è avvenuta in una forma di incubo che nessun film potrà mai raccontare. 

Io l'ho saputo da un parente e per dire la verità se non fosse stato per mio zio - che non so come facesse a stare in piedi il giorno del funerale - non sarei entrato neanche nella stanza dove una montagna di lacrime lo trattenevano prima che venisse chiuso nella cassa da morto.

Aveva solo 37 anni porca la miseria. 

Quindi aiutate la ricerca sul cancro e che Dio la abbia in gloria assieme a mio padre e alle persone di famiglia che non sono più con noi.

Oggi non è una giornata allegra anche se mentre scrivo ci sono i Clash allo Shea Stadium e i ragazzi dell''Itis scioperano democraticamente in questo sabato della dittatura mediatica, addì 25 ottobre 2008.

Sosteniamo la ricerca per combattere il cancro. 

Sarà questione di ventilazione che ci abitua alla musica che gira intorno

....O sarà colpa di quel dannato Muro che abbiamo nella nostra gabbia cranica.

Quella a cui dobbiamo convinzioni false o vere che esse siano, dipendenze da stupefacenti relazionali, approdi abusati dall'ormeggio, fughe con il carceriere a minaccia alta.

Insomma Io-Me-Mio, Io-Me-Mio, Io-Me-Mio, Io-Me-Mio !!!

Fossati, Ivano quando riappare con la sua carovana sulle scene dello spettacolo musicale ricorre con il fragore di un conventuale punk, brandendo la sciabola del ricatto dei sensi, almeno questo è l'effetto che la sua presenza artistica ha su di me.

Poco fa ho riascoltato, complice la promozione di Musica moderna uscito pochi giorni fa, un album del 1984 "Ventilazione".

Ho scelto quest'album perchè devo dire che tra le tante sperimentazioni musicali di Ivano quella che trovo più sincera per la qualità dell'asprezza di cui parlavo sopra è appunto la fase di aperta ricerca sonora immediatamente successiva agli album americani della prima metà degli ottanta, gravidi di parecchi successi da classifica, ma ancora piuttosto convenzionali a livello di produzione, benchè eleganti e ben realizzati.

Ivano è un artista intelligente perché Intellige in senso letterale, cioè persegue quella lezione che io ho ricevuto da un Grande Maestro della mia istruzione Universitaria a Bologna, Roberto Leydi.  

Nella foto, le Sorelle Bettinelli con Roberto Leydi dal sito "Musica meccanica".

Leydi ci spingeva a cogliere il senso di ciò che stava tra due concetti, oggetti di riflessione che l'insegnamento metteva in relazione durante la fase di formazione universitaria.

E giudicava l'apprendimento dalla qualità delle domande che gli rivolgevamo.

Praticamente un Filosofo in senso concreto e pratico.

Ivano è un filosofo - e ciò è confermato da una sua famosa canzone "La bottega di filosofia" (Sono un visionario vedo quelo che non c'è) - nel senso della sua eterna ricerca che ci spinge e ci testimonia tra alti e bassi il bisogno di metterci in discussione continuamente.

Questa è gioventù, energia, carattere, coraggio. Almeno lo è per me.

venerdì 24 ottobre 2008

Film per il weekend

Volevo andare alla manifestazione che il PD ha organizzato per domani 25 ottobre.

Mapoi complice la lettura del decalogo e del manifesto del neopartito, trauma a cui si è aggiunto anche quella che per me è stata una brutta performance di Veltroni  da Fazio (praticamente ha fatto un comizio), ho deciso di lasciar stare.

Ho un weekend di film da vedere e da rivedere su un tema a cui sto improvvisamente dedicando un'attenzione che in parte stupisce anche me: la reazione che il punk ha rappresentato dal punto di vista sociale prima eventualmente musicale poi.

Ho comprato tre film due dei quali immortalano, nell'ordine "American Hardcore", la scena punk dal punto di vista del movimento hardcore punk americano (1980/86) e infine "Super8Stories" l'affermazione del grupo dei No Smoking seguiti dalla regia di Emir Kusturica.

Di seguito il trailer di "American Hardcore"




Ed ecco anche la versdione utube dei primi dieci minuti del film di Kusturica:



L'altro film invece si chiama "Cannabis Rock" e racconta lepopea di un gruppo di hippy nostrani che negli anni 70 vivono il loro ultimo trip sulle alpi piemontesi.

In realtà una ragione precisa per questa mia virata c'è. Ma questo è un discorso che affronterò poi.

mercoledì 22 ottobre 2008

Vietato l’ingresso ai negri irregolari e pregiudicati,

In una città italiana uno dei titolari di un bar ha scritto ed esposto il cartello in questione.
Pubblicità per ignoranza, cavalcata dalla sete di curiosità
Per questi motivi io non cito nè la città nè il locale nè il nome della persona.
Ma testimonio solo la grettezza del fatto

La notizia da "La Repubblica" del 22 ottobre recita come segue:"Per riaprire dopo lo stop di un mese imposto dal questore hanno scelto la provocazione a tinte forti. Il bar «xxxx» di via xxxxx ha esposto un cartello che recita così: «Vietato l’ingresso ai negri irregolari e pregiudicati». A scrivere il testo in odor di reato è la figlia della titolare, V. D’A.  Il cartello è stato fatto togliere dalla polizia."

martedì 21 ottobre 2008

Sarà che devo fare il tagliando, ma...

Mi hanno lasciato un commento al precedente post invitandomi a prendere parte ad un progetto chiamato Cicero.

Il commento è firmato da Guido Mastrobuono che dopo avermi spiegato in cosa consisterebbe il progetto, mi ha rivolto una captatio benevolentiae ad arte :)) .

Ma nel pieno rispetto della mia curiosità sono andato a vedere che aria tirava lì.

Ora io non so voi ma quando mi invitano ad esempio ad un vernissage (non è mai successo), vabbè allora quando la congrega dei Beati Paoli mi lascia due inviti per l'apertura del nuovo centro Kultura e Piacere nei Cieli della Pace, non è ai salatini o alle pizzette riscaldate che presto attenzione.

Cerco il parun della baracca, l'ospite avito insomma porca troia voglio conoscere il padrone di casa.

E voglio vederlo in faccia, qualunque maschera si metta.

Ecco lì il padrone non era in casa.

Poi la prima domanda che mi pongo sempre - è la malattia di noi piccoli borghesi frustrati dal successo di chi i danè ce l'ha davvero - è: cui prodest?
Cioè che ce sta sotto? 

Io non c'ho capito gnente de sta robba, se stanno a nventà na robba uguale alle comunità der webbe 2.0. E io fesso a scrive facendome 'e pippe da solo.

Meno male che ora c'ho sò che nun sò solo, 'a nvedi che robba !!!!

lunedì 20 ottobre 2008

Quelli del jazz....

Quelli del jazz, per quanto tu abbia ascoltato anche a detta di intenditori, hanno sempre un album dal vivo ignoto ai più, registrato in luoghi esclusivi con musicisti che solo loro conoscono;

Quelli del jazz, soffrono sempre con grande disagio a fronte di un intimo disprezzo per quella formazione abbastanza iniziale o sufficientemente finale del musicista dove questi ancora non c'era ma loro lo sentono;

Quelli del jazz, da veri sacerdoti di un tempio inaccessibile ai più, parlano solo per terminologia musicale, strutture ritmico/armoniche godendo alla distanza che li separa dal volgo ignorante e infastidito;

Quelli del jazz, sono raffinati, profumati, sgraditi, introversi, beffardi, stappano bottiglie di vino costose e magari andate a male ma con il DOC di grande effetto e soprattutto non verificabile;

Quelli del jazz, quel musicista suona la cornetta e non la tromba;

Quelli del jazz, il musicista muore e rinasce ad ogni concerto che ovviamente hanno ascoltato solo loro in un'edizione che la casa discografica, fallita ma acquistata da una major irresponsabile, non ristampa più;

Quelli del jazz non tollerano di far parte di quelli del jazz.

martedì 14 ottobre 2008

Un'altra banca dati audiovisiva sul passato, l' "Archivio delle Voci"

Vado di fretta ma ci tengo a segnalarlo per poi ritornarci.
Responsabile scientifico: prof. Paolo Sorcinelli
Elaborazione informatica: Giulia Nataloni
Questo sito web affianca un’esperienza di ricerca iniziata nel 2004 presso l’Università di Bologna – Polo di Rimini con la finalità di raccogliere immagini fotografiche tratte dagli album familiari. Da allora sono confluite nel database di “ImagoOnline-Laboratorio sulla memoria del quotidiano” 20.000 immagini

Dalla "Banca della Memoria", qualche video

Desidero d'ora in poi registrare attraverso un paio di collegamenti questa iniziativa molto meritoria - la Banca della Memoria appunto  - di cui avevo parlato credo il mese scorso in un altro post.

Ringrazio la redazione per le belle parole che mi hanno spedito e che tutti possono leggere nei commenti allo scorso post.


La carne in scatola  (Santino Sculli - 27/12/1926)

Nonostante la fame, Santino diffidò di un soldato inglese che gli offriva una confenzione di carne in scatola; fino a quando il militare non iniziò a mangiarla insieme a lui..... 

Cuocere le patate in classe  (Maria Giovanna Marocco - 27/05/1936)

Maria Giovanna conserva due particolari ricordi della scuola durante la Seconda Guerrra Mondiale,: il freddo gelido che regnava nelle aule e le patate che la maestra portava ai suoi alunni e che cucinava in classe, nella brace della piccola stufa. 

Vi segnalo "Crossing the bridge" di Fatih Akin

Il Bassista di una formazione di musica d'avanguardia dopo avere scritto la colonna sonora per il primo film di Fatih Akin "La sposa turca" s'imbarca in una sorta di approfondimento del percorso musicale che aveva dovuto interrompere ad Istanbul.  

Armato della sua istantanea informatica, un pc e due microfoni, il musicista si aggira per locali e quartieri della capitale turca, portando allo scoperto con "Crossing the bridge" un patrimonio di tensioni creative a cui la città sembra debitrice, mentre sembra così divisa tra tradizione e importazione di ritmi hip hop che i giovani puledri turchi ballano liberando un'energia fisica comune a quella di migliaia di altri loro coetanei in tutto il mondo.  

Bella musica per un documentario che Akin, l'Opzetk tedesco si è tolto lo sfizio di girare per testimoniare un istante nella Storia dell'uomo turco del XXI secolo.


lunedì 13 ottobre 2008

Dopo i Beatallica, viva gli Shampoo !!!!

Paola e Vito, una coppia di cari amici, mi hanno fatto un bellissimo regalo, un dono molto sentito per un eterno ammiratore degli Scarrafoni.

Ci siamo dati appuntramento domenica scorsa alla fiera del disco che si è tenuta a Pozzuoli.

Addentrandomi nelle lunghe fila di vinili d'epoca vedo appeso ad un muro UNA copia di "In Naples 1980/81" degli Shampoo, una band che cantò in napoletano una selezione tra i più famosi brani dei Beatles.

Per farla breve, me lo ritrovo regalato (Ancora grazieeeeeeeeee !!!) e in buone condizioni.

La cover della copertina di "PPme", dell'etichetta che in napoletano diventa un pomodoro e i testo molto goliardici sebbene assolutamente rispettosi della metrica e del sound originale.

Insomma un'operazione veramente simpatica !!!

So che molti li ricordano ed è per questo che mi fa piacere proporvi una loro partecipazione a Discoring dove cantarono in playback She loves you in napoletano ovvero Si 'e llave tu" .

Signore e signori, gli Shampoo !!!

sabato 11 ottobre 2008

Rock: Cariatidi, concerti di Tribute Band e varie

Sti Beatles sempre tra i piedi !!!

Scherzo ovviamente, ma l'invadenza di queste cariatidi del rock si è fatto improvvisamente molesto nella mia vita.

Come una stretta alla gola. Ma non alla mia, bensì a quella di chi, giovane, è diventato troppo scaltro e anche troppo "allievo" per non sapere per prima cosa quali sono gli obiettivi da raggiungere e come.

E la musica? Cliché, cliché, cliché !!!

Purtroppo i luoghi del dissenso, dello scontro, del fastidio
anarchico e irriverente nessuno se la sente di frequentarli più.

I benpensanti sono diventati i giovani, disegnati come scarafaggi ammutoliti sotto l'egida di un'economia da Monopoly dove le risate dei Vecchi in crociera assordano l'arrivo della sfera di Fellini (quella della "Nave va") che tarda ad arrivare.

Insomma ieri sera ho rivisto un bel film "Backbeat" di Iain Softley sull'innocente determinazione che segnò la vita del gruppo di Liverpool ad Amburgo tre anni prima del loro esordio sul palcoscenico del Mondo avvenuto effettivamente nel 1963.

Bella ed intensa pellicola in cui si evidenziano le motivazioni che avrebbero animato i caratteri e le relazioni tra i famosi protagonisti di questa Storia di Cultura Musicale del XX secolo oramai nota ai più.

Il trailer qui di seguito.




A questo proposito vi segnalo tre concerti che la tribute band napoletana de "I Sottomarini" terranno a Napoli e dintorni nei prossimi giorni.

Queste le date:
  • 17 ottobre all' o sullivan / via martucci – napoli
  •  8 novembre al joia / sant’antimo
  • 16 gennaio all'antico caffè gambrinus / piazza trieste e trento – napoli
I componenti di una TB hanno quasi il dovere di rispettare gli arrangiamenti, costumi e abitudini di scena come se fossero i portavoce di una missione museale. Si, da museo delle cere, di cui il più celebre è quello di madame Tussauds celebrato con notevole autoironia dagli stessi Beatles già nel 1967 sulla copertina di Pepe.

Ma io preferisco l'anima di chi trae ispirazione per distruggere il mito con l'ironia che ad esempio trovo nei Beatallica, sorta di TB che tendando una fusione tra i Fab4 e i Metallica sono dei palesi clown del grande spettacolo di un genere il rock che mi auguro spenga presto i riflettori assieme ai suoi vecchi che non se ne vogliono proprio andare

Ho ascoltato: "Nothing too much just get out of sight" di Paul McCartney

McCartney ha messo il suo ultimo pezzo "Nothing too much just get out of sight" in download gratuito sul NME.

E' un primo assaggio di un album che verrà pubblicato sotto lo pseudonimo de The Fireman il prossimo 24 novembre.

E' un blues elettrico di ca 3 minuti che suona come un esercizio di stile, buono per riempire l'Hard disk o l'I-pod, ma senza fornire partivolari emozioni, fatta eccezione per la convinzione che il Vecchio dei Fab4 può e sa divertirsi ancora evitando di ricorrere allo psichiatra o a troppo alcool.

Per il resto, neanche noia.

domenica 5 ottobre 2008

Vi segnalo: "Non ti lascerò mai solo" di Giorgio Panariello

Giorgio Panariello mi è simpatico assai (sarà perchè siamo due Bilance?), lo considero un attore completo in grado di andare al di là delle sue note capacità comiche.

Ma è soprattutto una persona con una sensibilità vera, palpabile, quella di chi si espone per cause scomode e pruriginose, come il rispetto del mondo animale da tutti considerato oggetto di attenzione fino al momento in cui bisogna poi partire per una vacanza o stabilire a che età li vogliamo acquistare (due mesi quando si svezzano a tre? Avete visto il servizio delle Iene?).

Panariello ha pubblicato un volume che ha presentato ieri sera da Fazio a "Che tempo fa" il cui titolo è "Non ti lascerò mai solo".

Credo che lo comprerò perchè il tema mi incuriosisce per le sue implicazioni relazionali.

Ho visto: "Juno" e "Il falsario".

I mie commenti per "Juno" e "Il falsario", cioè quelli segnalati all'amico Peppe che da vent'anni (correggimi se sbaglio, Peppe) cura le belle rassegne della Perla (iscrivetevi al cineforum, presso il cinema 10 € 7 film, il primo ciclo è già in vendita) di Agnano, sono i seguenti:

Juno

Una favola adolescenziale simpatica e ben recitata.

Juno incarna l'eterna adolescenza di chi è sempre stato adulto con l'innocenza di non averlo ancora capito del tutto.

Ed è vero che chi come me suonava e scriveva canzoni per i primi flirt è andato a spasso mano nella mano per tutto il film con questa bellissima ragazza.

Che aspettasse "un fagiolo" poco importa.

Rispetto ad un altro indipendente "Little Miss Sunshine" ho avvertito meno carattere, ma è un dettaglio.



Il falsario

La pellicola mi è piaciuta molto per a scelta del soggetto, il suosvolgimento, la regia, gli attori.

Ma in questo commento volevo riportare alcune considerazioni che hanno accompagnato la visione al cinema.

Il primo richiamo è stato al Pianista di Polanski con le dovute differenze del caso.

Ma in entrambi casi il talento del protagonista costituiva un pretesto narrativo che giustificava la fuga psicologica da una tragedia colletiva inaccettabile dalla ragione.

D'altronde qualunque stato di prigionia o in generale di tipo coercitivo genera una reazione volta alla sopravvivenza. E' naturale per un animale cosa che diventa un uomo in quelle condizioni.

L'altra considerazione riguarda il fatto che spesso durante la proiezione ho pensato a /quel lager /come ad una moderna impresa della stagione della Globalità.

Falsi incentivi, l'uomo ridotto a merce di cui disfarsi, strumentalizzazione del'emotiva di gruppo per l'arricchimento di pochi a detrimento della moltitudine sovente codina.
U
n'ultima considerazione riguarda una scelta narrativa del regista che per descrivere il dolore del protagonista lo accompagna ai bagni dove questi staccherà il lavandino ritraendolo solo dai piedi al bacino, riprendendo solo la sua ombra decapitata in crescendo di rabbia molto efficace.


Vi segnalo: "I Corti dal Mondo", Napoli

Riporto il comunicato stampa di una manifestazione intitolata "I Corti dal Mondo" che si svolgerà a Napoli dal prossimo mercoledì 25 ottobre.

Ecco il comunicato: "Dall’8 al 12 ottobre il Centro Storico di Napoli ospita I Corti dal Mondo, rassegna stabile di cortometraggi, documentari, animazione e cinema al femminile che, ad ogni edizione ospita una Nazione. 
Dopo il successo ottenuto a Venezia (Mestre Film Festival, 2007), a Milano (Festival Sguardi Altrove, 2007) e in numerose rassegne italiane con la Prima edizione de I corti dal mondo dedicata alla Repubblica islamica dell’Iran, l’associazione ZEPHIR propone un nuovo appuntamento che guarda al mondo arabo. L’attenzione di questa stagione è rivolta al Regno del Marocco. La sola parola, anzi il solo suono “Marocco”, ci rimanda, inevitabilmente, alle atmosfere delle “Mille e una notte”, al deserto, ai grandi spazi aperti, alle oasi, ai cammelli e, soprattutto, al grande folklore arabo..."

Sul sito trovate maggiori dettagli sulla manifestazione.

Vaffa al Rock delle cariatidi da circo !!!

Sulle note - bellissime e foghissime di Jessica della ABBand - vi segnalo l'uscita di un disco di una band di heavy metal che ho ascoltato quasi per intero molto casualmente assieme agli incauti avventori del magazzino FNAC.

Trattasi dell'ultimo lavoro dei Metallica "Death Magnetic" a cui francamente non avrei mai prestato alcuna attenzione perchè a me dell'Heavy metal non me ne frega una cippa, fatta eccezione per quella ventina di esemplari e quelle schifezze stile "sega eletrica" sparse nel lettore I-pod per una carica dell'ultimo momento durante le code agostane.

Il lavoro di questi onesti lavoratori del sesso, droga r&r rimane pur sempre un insieme di pesanti clichè del genere, ma non mi è parso affatto male.

Poi ho scoperto era prodotto da Rick Rubin, il solito deus ex machina, il solito chirurgo di estetica sonora per gruppi spompati dalla noia del troppo, dell'ovvio, del circo di femmine nei troppi letti di troppi alberghi, dei troppi soldi che giustamente vengono bruciati da tutto lo staff di presunti amici prima che i datori di lavoro si sveglino rimbecilliti dal sonno della quarta età ormai sopraggiunta.


Poi in settimana, 
dall'ospizio del rock sono usciti anche gli AC-DC di cui ho letto venerdì un'intervista uscita su 
Repubblica e che sicuramente sarà stata ripresa da tutti i quotidiani e riviste specializzate.

Questo idiota di Angus Young ancora con al divisa da scolaretto, ma d'altronde anche i Kiss con quelle maschere messe a nascondere le facce devastate di sessantenni di cui nessuno ricorda neanche un pezzo.



Almeno, Gilmour è dicharatamente un vecchio (non nel senso da cestinare) ma comunque un professionista che mantiene una sua dignità esecutiva, anche lui da baraccone, ma desta meno preoccupazioni sul piano dela gestione del suo rapporto con il proprio passato (anche se...).

McCartney (anche lui un vecchio) aspira al Nobel e gioca da un lato a lanciare un gruppo di mucisti di Liverpool, i Wobstans, tra l'altro in tournée anche in Italia e dall'altro a fare musica eletronica sotto lo pseudonimo di The Fireman.

Almeno tenta un rinnovo, anche se con alterni risultati. 
E poi ha annunciato il ritiro, basta fra un anno sarà solo un ricordo per tutti noi. Grazie.

Taccio sui RStones perchè sono un'eccezione alla razza umana e un esempio etico dell'anti etica del Rock. Lennon, Cobain e Belushi li avrebbero apprezzati.

Insomma, "My my hey hey, R%R is here to stay !!!" è diventato una minaccia per cui dal sottoscritto a tutte queste cariatidi un bel vaffa sembra appropriato.


sabato 4 ottobre 2008

Vi segnalo: "Psiche" di Paolo Conte

Il 5 settembre è uscita l'ultima raccolta di inediti che Paolo Conte ha intitolato "Psiche". L'autore ha preparato un sito promozionale con un video il primo pezzo in rotation "Intimità" con cui viene annunciato il tour che ha inizio da ottobre a Milano.
Sul sito trovate tutte le date della tournee.

Conte lo associo a Hugo Pratt, a Corto Maltese, ad un mondo di suoni, profumi ed esperienze di relazioni estranee ai ritmi ai quali appartengo e nei quali sono nato e cresciuto.

E come tale per me rappresenta un oggetto di curiosità senza precedenti, un Maestro dinanzi al quale tacere per abbandono e sottomissione alle provocazioni della sua Arte.

In tutto ho tre album in vinile - due concerti e una raccolta molto vecchia di quando era ancora alla RCA - e tre CD l'ultimo risalente al 1995 "Una faccia in prestito" che sto ri - ascoltando mentre scrivo.

Sono andato a cercare qualche critica in rete e ho trovato quella di Borguez un blogger che vi invito a leggere e a conoscere.

Anche Rockol  La Repubblica La Stampa  lo hanno recensito.